I sentori di Napoli


 
Quando presi il treno dalla futuristica stazione Mediopadana di Reggio Emilia per dirigermi verso Napoli, e da li poi a Capri, sapevo benissimo che la città partenopea sarebbe stata solo un passaggio, un ponte “obbligatorio” da attraversare prima di giungere nella magnifica perla del Tirreno. Non ci diedi particolare importanza, non stetti li a consultare guide o chiamare amici del luogo, tanto sapevo che avrei dovuto starci solo la notte, mangiare una pizza e poi ripartire il mattino dopo.
In realtà, però, appena uscii dalla stazione e salii sul transfer dell’hotel, mi resi conto che questa città aveva molto, tanto da raccontare di se, e che aveva tanto da offrirmi e farmi sentire sensorialmente. Il Maschio Angioino illuminato nella notte, come un imponente castello medioevale con le sue possenti torri e merli, guidava la strada verso piazza del Plebiscito, completamente deserta a quell’ora della sera e illuminata dalle calde luci del porticato.

Sicuramente quello che ti coinvolge maggiormente della città sono i profumi che ti avvolgono: il profumo del caffè in moka a ogni ora del giorno e della notte si mescola con la dolcezza della frittura di sfogliatelle e dolci, senza tralasciare la punta speziata e intensa dei peperoncini, lasciati essiccare al sole nei piccoli e tipici negozietti alimentari del centro. L’esperienza prosegue in bocca: la pizza fritta con friarielli e salsiccia lascia al palato aromi piccanti di pepe e spezie, miscelati dalla dolcezza del grasso della carne. Impossibile dimenticare anche la vera pizza napoletana: tonda e alta nei margini, possiede quella tenerezza difficile da trovare in altre parti d’Italia. Sul finale, il sentore floreale e agrumato del limoncino e meloncino puliscono la bocca in maniera armonica ed equilibrata senza cancellare gli aromi gustati durante la cena. Forse è proprio questo sentore floreale che meglio contraddistingue la città: nella mattinata, i limoni esposti al sole dei market e dei carretti venditori di granatine, profumano l’aria miscelandosi con la salsedine del porto di mare. Ultima nota sensoriale assolutamente da non tralasciare è l’ammuina: il rumore continuo che si sente ad ogni ora del giorno e della notte e che ci ricorda, in continuazione, che Napoli non dorme mai.
 



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