Milan Fashion Week day 2: Fendi

Con una splendida Cara Delevigne, si apre la sfilata di Fendi. Già la location ci trasporta nel mood che ci vuole infondere Karl: uno sfondo di archi portanti manichini ci fa capire che l’aria che si respira è ricca di metafisica, e che la collezione che andremo a vedere la dovremo assaporare con tutti i nostri sensi, senza fermarci alle apparenze.
Silvia Venturini in unione con la maestria di Karl Lagerfeld, ha voluto dare visibilità e tributo sia al Palazzo della Civiltà Italiana a Roma, headquarter della maison, sia alla maestria artigianale italiana.
Aprono la scena tubini finemente ricamati a mano con orchidee stilizzate ispirate ai disegni di De Chirico, per poi lasciare spazio a fantasie ottiche e stilizzate le cui linee geometriche vengono ripresi nei tagli delle gonne, felpe e camicie.
Ed è proprio il taglio il leitmotiv dominante della situazione: se nelle felpe viene solamente raffigurato da linee astratte, in maglie e gonne diventa tridimensionale, in orizzontale e in verticale, raggiungendo la sua massima espressione negli abiti finali, dove la stoffa assume l’effetto di migliaia di piume artigianalmente e minuziosamente cucite assieme.
Movimento, quindi, che accompagna ogni singolo passo delle modelle e che perfettamente si inserisce nel mood metafisico espresso da Giorgio De Chirico.

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