Milan Fashion Week September 2013: Day 2

Milano giovedì 19 settembre ore 8.00. La città si sveglia ed entra nel pieno fermento di una nuova giornata. L’aria ancora freddina delle prime ore della mattina non ferma il tintinnio dei carrelli di vestiti, il tacchettio delle centinaia di scarpe che incalzano sul grigio porfido milanese, e le decine di persone si accalcano ai luoghi di incontro, teatro delle sfilate della giornata.
La prima ad aprire questo giovedì è l’emiliana Blugirl, che ci proietta agli anni ’60. Palazzo Serbelloni si tinge di una veste marittima di quegli anni, con una spiaggia dai radi ombrelloni a righe bianche e azzurre, accompagnate dai medesimi sdrai.
Le modelle dalle acconciature cotonate, avanzano indossando abiti a tubino dalle gonne ampie a ruota, camicie con gli spallotti e pantaloni “stile Capri”, nei tessuti del raso e seta. Non mancano i motivi floreali, punti cardine della maison, che in questa collezione si fanno stilizzati. I colori sono quelli freschi e pastello dell’estate, con una prevalenza del giallo, rosa, azzurro tenue e bianco.

Segue la giornata Fendi, ancora una volta firmata dalla mano di Karl Lagerfeld. Lo stilista tedesco trasporta la maison, rimasta da sempre radicata al gusto italiano, a una dimensione nuova, surreale. La proiezione al futuro si manifesta nel degradè degli abiti a righe, che da scure, sfumano a toni più chiari sino ad arrivare al bianco ottico, e nelle acconciature delle modelle, che ricordano quasi caschetti di essere provenienti da una dimensione spaziale. Le forme sono ampie, morbide, che con il loro movimento seguono l’incalzare delle modelle creando nuvole colorate di estrema leggerezza. Leggerezza data dai tessuti in voile e schiffon.

Miuccia Prada stupisce ancora una volta. La maison si cala nelle periferie delle grandi metropoli, trasponendo murales e graffiti sugli abiti. Volti di donne disegnati a pennarello e matita, ricamano ampie tuniche la cui parte superiore riprende le bluse maschili dei giocatori di basket. L’elemento urban maschile lo si nota anche negli alti calzettoni di spugna, che sembra quasi riportarci ai college americani degli anni ’90.

E per finire Just Cavalli. Anche qui gli anni ’90 sembrano fare capolino, stavolta nelle camicie “Hawaiane” che spopolavano negli uomini all’epoca. Il motivo floreale esotico viene ripreso in gonne, abiti e bluse aderenti, che segnano le forme femminili giocando sulla seduzione di ampi spacchi e ombelichi a vista , senza trascendere nella volgarità. I toni sono chiari, freschi: dal giallo limone, all’arancio passando per i toni del rosa e azzurro pastello. Non mancano nemmeno tocchi di originalità, con tartan interpretato in chiave estiva, leggera e fresca.

Le Foto sono tratte da Vogue.it

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