Milan Men’s Fashion WeeK: Dolce&Gabbana

Il lontano Far West ricoperto dalla sabbia calda del deserto e costellato di robuste piante di cactus: è questo lo scenario costruito dagli stilisti Dolce&Gabbana, i quali, per la prima volta, abbandonano l’amata Sicilia per guardare in terre lontane oltreoceano. In realtà si avverte fin da subito un’interpretazione “moderna” dell’incontaminato paesaggio americano: accanto alle piante grasse fanno capolino schermi e tablet connessi alla rete, pronti a visualizzare i selfie dei modelli fatti nel corso della passerella. Le luci calano ed escono i primi cowboy: i pantaloni e le bluse tipiche dell’Arizona si restringono in forme slim attillate al corpo e gli scacchi delle camicie si rimpiccioliscono quasi a scomparire. L’elemento di richiamo all’ambientazione è lasciato a ricami cuciti sopra agli abiti riproducenti pistole, ferri di cavallo, saloon, rodei, lazi e diligenze; tra questi fa capolino anche un piccolo gatto del bengala, ritratto della piccola Zambia, la gatta di Stefano Gabbana.

Non mancano nemmeno le pelli di bufalo della terra dei Navajo che, nelle fattezze di pensanti cappotti e mantelle, ricoprono i raffinati maglioni e blazer dei modelli.

La sfilata è ancora una volta interattiva e la passerella rimane in stretta connessione con il pubblico attraverso autoscatti scattati dai modelli e condivisi in rete in tempo reale: una nuova forma di show che apre la frontiera per un contatto diretto con il pubblico presente.

Photo credits courtesy of Vogue.it

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