Milan Fashion Week Day 3: Ermanno Scervino, Etro, Missoni, Iceberg, Tod’s, Versace

Anche se la fashion week parigina è quasi terminata e ha dato dei forti spunti per la prossima primavera/estate, le sfilate di Milano continuano a far parlare di se, a lasciare il segno in fatto di trend e di stile e ad essere esempi di elevata sartoria.
Nella terza giornata di FW milanese ha sfilato Ermanno Scervino che, come sempre, ha dato dimostrazione di elevata sartoria. Rose in shantung di seta applicate in bluse e corpetti che alla sera diventano cristalli dai mille colori e sfaccettature, bordature in pizzo che definiscono abiti, giacche e gonne, che fanno di elevata cura e lavorazione ogni singolo particolare. Lo stile è quello degli anni ’50 caratterizzato da charm ed eleganza, linee definite, gonne gonfie e giacche dalle spalle importanti; inutile dire che anche lo stile fiorentino predomina nell’intera collezione.
Alle 14.00 è stata la volta di Etro. Veronica si ispira alla natura, al tema della libertà, allo spirito libero portando in passerella le donne dei Navajo, degli Indiani d’America, dai capelli color corvino e i tessuti rosso fuoco, sporchi della sabbia della Monument Valley. I capisaldi della collezione sono ponchi, stivali sfrangiati scamosciati, monili in argento e zaffiro e soprattutto le decorazioni etniche tipiche di questa popolazione, che ancora sopravvive in mezzo al consumismo mondiale difendendo le proprie tradizioni.
Missoni si offre una donna comoda, quasi una contadina e mondina nei panni da lavoro. I pantaloni sono larghi, le gonne ampie, le camicie in seta, i calzari in pelle comodi, grezzi e “da lavoro” e sulla testa queste donne portano foulard a turbante. In realtà però la povertà viene distolta dalla ricchezza dei tessuti, dal sapiente utilizzo della seta, dai ricami ben curati e definiti tipici della maestria di questa maison.

E’ la California con i suoi usi e consumi la fonte di ispirazione di Iceberg. I pantaloni sono alla caviglia, skinny nei colori blu del mare e rosso della bandiera a stelle e strisce, le camicie hanno i tipici ricami di San Diego, di Malibu e dei surfisti, quasi sempre annodate all’ombelico. L’effetto donna “Barbie” americana è garantito, senza trascendere nell’estremismo di Jeremy Scott.

Tod’s viene plasmato dalle mani di Alessandra Facchinetti. Con questa nuova stilista il marchio di Della Valle si tinge di una nuova vivacità, di un carattere moderno che suscita interesse in tutto il mercato mondiale. Alessandra disegna minidress ricchi di ricami e decorazioni, applica stampe fiorate ai tailleur, pur sempre mantenendo quel carattere di sobrietà ed eleganza che caratterizza le linee di questa collezione.

Versace gioca sul motivo delle trasparenze, degli intarsi che conferiscono una vena di seduzione. Il nero è il colore dominante che sul fine della sfilata lascia spazio al colore, ai disegni e alle fantasie con meduse e greche tipiche della maison. I tagli decorativi sono la punta di diamante della collezione: una serie di circoli e strisce che conferiscono giochi cromatici e ottici, quasi assimilabili all’arte futuristica.
Courtesy of Vogue.it
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