Paris Fashion Week: my fisrt day

Parigi. Basta la sola parola per evocare dentro di se l’immagine di una città romantica, spettacolare come un teatro a cielo aperto. Certe cose accadono solo a Parigi: i giochi di luce della Tour Eiffel, il profumo delle confiserie e delle boulangerie che inondano le strade miscelandosi al freddo tepore proveniente dalla Senna, i crostacei appena pescati esposti nelle vetrine dei migliori ristoranti, le ostriche mangiate ad ogni ora del giorno e della notte, la leggiaddrezza con cui le parigine cavalcano le strade, le opere d’arte disseminate in ogni angolo (dagli artisti di strada ai grandi musei). Tutto rende questa città un’opera d’arte e quest’arte si plasma perfettamente negli abiti dei grandi stilisti. L’ho vissuta ancora una volta da spettatrice, ma con le sembianze di una bambina che si trova improvvisamente immersa in un mondo incantato.

La prima mia prima sfilata e’ stata Corrie Nielsen: pochi abiti emergono una sala degli specchi di un palazzo Luigi XIV, ma i capi sono talmente sofisticati, i drappeggi talmente forti da rendere queste modelle vere e proprie dame vissute in un epoca opolunta lontana da noi. I capelli sono racchiusi in strette cuffie, ma tutto il resto e’ grande, esagerato, immenso e pesante. Ed e’ questa pesantezza che trapela dall’arrancare affaticato dell’ultima modella, che sulle spalle di un tubino stretto di raso porta un ampio mantello drappeggiato che la copre, avvolge e accompagna.

Dopo una lunga giornata passata tra shopping, degustazioni di prelibatezze francesi (immancabile la sosta da Ladurée sulle Champs Elysees) e un saluto ad alcune delle più belle opere architettoniche, non potevo che rilassarmi da Vionnet. Il tulipano è il leitmotiv della collezione: dall’immenso giardino allestito attorno alla passerella che crea un tappeto morbido, tridimensionale, ai disegni sui vestiti, dove il motivo stilizzato di questo fiore crea un piacevole gioco cromatico su ampi tubini, bluse e cappotti e la sua forma viene ripresa in gonne e abiti a “corolla”. La vera novità risiede soprattutto nel contrasto di colori:  lo chartreuse si scaglia contro il blu elettrico, entrambi pacati dalla freddezza del bianco e grigio asfalto.
Inutile dire che Parigi regala sempre forti emozioni.

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